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 DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI PER USO PERSONALE
L'Ufficio tossicodipendenze, dell'Assessorato Sanità, Salute e Politiche Sociali svolge le attività previste dall'art.75 del D.P.R.309/90, e successive modificazioni ed integrazioni, che comporta l'attivazione di un procedimento amministrativo, nei casi di detenzione, per uso personale, di sostanze stupefacenti. Il procedimento amministrativo prende avvio dalla segnalazione delle Forze dell'Ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale) delle persone che vengono trovate in possesso di sostanze stupefacenti per uso personale a cui viene contestata la violazione dell'art.75 D.P.R. 309/90 e sequestrata la sostanza stupefacente. Il procedimento è di competenza della Prefettura della provincia di residenza dell'interessato. In particolare, è prevista la sanzione accessoria del ritiro della patente per TRENTA GIORNI per colui che, al momento dell'accertamento, abbia la diretta e immediata disponibilità di un veicolo a motore. Qualora la disponibilità sia riferita ad un ciclomotore, è previsto il fermo amministrativo del mezzo. La patente viene restituita dalla Prefettura di residenza al titolare a partire dal TRENTUNESIMO giorno decorrente dalla data dell'accertamento; per la Valle d'Aosta occorre recarsi di persona, ovvero muniti di delega scritta, presso l'Ufficio Tossicodipendenze sito in Loc. La Croix Noire, 44 - Saint Christophe - dalle ore 9.00 alle ore 14.00 dal Lunedì al Venerdì. La restituzione viene effettuata senza ulteriori formalità: qualora il trentunesimo giorno capiti in giornata festiva, la patente sarà restituita il primo giorno lavorativo seguente. Successivamente la persona dovrà essere convocata presso l'Ufficio Tossicodipendenze, dell'Assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali per sostenere un colloquio. Sulla base di vari elementi (natura dello stupefacente sequestrato, eventuali altri precedenti specifici, disponibilità/opportunità di sottoporsi ad esami tossicologici) verrà definito il provvedimento sanzionatorio, per un periodo non inferiore a un mese e non superiore a un anno, con una o più delle seguenti sanzioni amministrative: a) sospensione della patente di guida o divieto di conseguirla; b) sospensione della licenza di porto d'armi o divieto di conseguirla; c) sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli; d) sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario. L'interessato, inoltre, ricorrendone i presupposti, è invitato a seguire il programma terapeutico e socio-riabilitativo di cui all'articolo 122 o ad altro programma educativo e informativo personalizzato in relazione alle proprie specifiche esigenze, predisposto dal servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio analogamente a quanto disposto al comma 13 o da una struttura privata autorizzata ai sensi dell'articolo 116.
 RICORSI PER VIOLAZIONI ALLE NORME IN MATERIA DI CIRCOLAZIONE STRADALE.
Avverso i verbali di contestazione di violazione alle norme del codice della strada e avverso l'applicazione delle sanzioni accessorie ivi previste, l'interessato, purchè non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta, può proporre ricorso al Presidente della Regione nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie.
 RISCOSSIONE COATTIVA DEI CREDITI DERIVANTI DA SANZIONI AMMINISTRATIVE
In assenza di pagamento nei termini stabiliti della sanzione prevista per la violazione contestata sono emessi i ruoli con i quali è posta in carico agli agenti, competenti in relazione al luogo di residenza del debitore, la riscossione coattiva degli importi dovuti. Questi ultimi notificano ai debitori la cartella di pagamento.
 SANZIONE ACCESSORIA DEL RITIRO DELLA PATENTE DI GUIDA
La patente di guida è ritirata dall'organo di polizia che accerta la violazione ed inviata al Presidente della Regione nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie, nell'ipotesi di circolazione con patente scaduta di validità ovvero nell'ipotesi in cui un conducente, residente da oltre un anno in Italia, circoli munito di patente rilasciata da uno Stato non appartenente all'Unione europea o allo Spazio economico europeo in corso di validità, oppure, residente da non oltre un anno in Italia, circoli con patente scaduta. Le patenti rilasciate senza limiti di validità da uno Stato appartenente all'Unione europea o dallo Spazio economico europeo sono ritirate ai cittadini residenti da oltre due anni in Italia.
 SANZIONE ACCESSORIA DELLA CONFISCA DEI VEICOLI IN CONSEGUENZA DI VIOLAZIONI DEL CODICE DELLA STRADA.
In tutte le ipotesi nelle quali il codice della strada prevede la sanzione accessoria della confisca del veicolo, l'organo di polizia che accerta la violazione lo pone sotto sequestro. Avverso il provvedimento di sequestro e il verbale di contestazione di violazione amministrativa è ammesso ricorso al Presidente della Regione nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie ex art. 203 c.d.s. Inoltre l'interessato, nell'ipotesi di circolazione in assenza di copertura assicurativa del veicolo, qualora non intenda contestare la fondatezza dell'accertamento, può richiedere la restituzione del veicolo all'organo di polizia che ha accertato la violazione. In detta fattispecie, in assenza di ricorso o di pagamento in misura ridotta della sanzione entro sessanta giorni dalla contestazione o notificazione del verbale, il veicolo è confiscato. In caso di circolazione di un veicolo privo di immatricolazione, l'art. 93 c.d.s. prevede l'applicazione della sanzione accessoria della confisca del veicolo. Qualora però il veicolo venga immatricolato prima che il provvedimento di confisca divenga definitivo, il veicolo può essere dissequestrato e restituito all'avente diritto.
 SANZIONE ACCESSORIA DELLA SOSPENSIONE O DELLA REVOCA DELLA PATENTE DI GUIDA.
La violazione di norme di comportamento dettate dal codice della strada di particolare gravità o la commissione di determinati reati comporta l'applicazione da parte del Presidente della Regione nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie della sanzione amministrativa accessoria della sospensione o della revoca della patente di guida. La sospensione è altresì applicata nell'ipotesi in cui da una violazione alle norme del codice della strada derivi un incidente stradale con danno alle persone. Il provvedimento di sospensione è inoltre adottato su richiesta del questore, ai sensi dell’art. 3 del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119, nell’ipotesi di ammonimento disposto quale misura di prevenzione delle condotte di violenza domestica. Il conducente, qualora abbia commesso una violazione che non costituisce ipotesi di reato e dalla quale non sia derivato un sinistro stradale, può presentare istanza intesa ad ottenere un permesso di guida, per determinate fasce orarie e per non più di tre ore al giorno, qualora risulti impossibile o estremamente gravoso raggiungere il posto di lavoro con mezzi non propri, ovvero per il ricorrere di una situazione di cui all’art. 33 della L. 104/1992. Qualora l’istanza sia accolta, il periodo di sospensione è aumentato di un numero di giorni pari al doppio delle ore per le quali è stata autorizzata la guida, arrotondato per eccesso. Ai sensi dell’art. 120 C.d.S., inoltre, la patente di guida è revocata ai delinquenti abituali, professionali o per tendenza e a coloro che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali o alle misure di prevenzione e alle persone condannate per i reati di cui agli artt. 73 e 74 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, fatti salvi gli effetti dei provvedimenti riabilitativi, nonché ai soggetti destinatari dei divieti di cui agli artt. 75, comma 1 lettera a) e 75 bis, comma 1, lettera f) del medesimo D.P.R. In tal caso, il destinatario del provvedimento di revoca non può conseguire una nuova patente prima che siano trascorsi almeno tre anni e dopo aver ottenuto la riabilitazione.
 VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE DI COMPETENZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, ANCHE NELLE ATTRIBUZIONI PREFETTIZIE.
Avverso i verbali di contestazione di violazioni amministrative l'interessato, purché non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta della sanzione, se consentito, può presentare scritti difensivi e documenti al Presidente della Regione, anche nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie. L'organo accertatore, anche in assenza di scritti difensivi, trasmette al Presidente della Regione, anche nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie, rapporto di mancato pagamento. Al termine dell'istruttoria, qualora sia ritenuto fondato l'accertamento, verrà emessa ordinanza-ingiunzione o, altrimenti, ordinanza motivata di archiviazione, ai sensi dell'art. 18 della L. 24/11/1981, n. 689. Quando si è proceduto a sequestro, l’interessato, ai sensi dell’art. 19 della L. 24/11/1981, n. 689, può proporre opposizione al Presidente della Regione, anche nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie. Anche prima della conclusione del procedimento amministrativo, il Presidente della Regione, anche nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie, può disporre la restituzione delle cose sequestrate, previo pagamento delle spese di custodia, a chi prova di averne diritto e ne fa istanza, salvo che si tratti di cose soggette a confisca obbligatoria.
 VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI ASSEGNI
Il Presidente della Regione nell'esercizio delle attribuzioni prefettizie provvede in ordine alla contestazione delle violazioni amministrative relative all'emissione di assegni bancari e postali senza autorizzazione o in difetto di provvista. Il Presidente provvede, altresì, alla successiva irrogazione della sanzione pecuniaria ed all'applicazione delle eventuali sanzioni accessorie previste dalla legge, mediante l'emissione di ordinanza. Qualora l'accertamento, anche a seguito di presentazione di scritti difensivi, non sia ritenuto fondato il Presidente provvede all'emissione dell'ordinanza di archiviazione.