10/12/2018 - 12:28 - Mostra itinerante - Terremoti d’Italia

Indietro

La Regione autonoma Valle d’Aosta, di concerto con il Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha inaugurato oggi, venerdì 12 ottobre 2018, alle ore 11.30, ad Aosta, nell’area Espace Aosta (via Lavoratori Vittime del Col du Mont), la mostra itinerante Terremoti d’Italia - Il fenomeno, la storia e l’organizzazione del Sistema di Protezione Civile regionale, realizzata nell’ambito del progetto RISVAL – Programma Interreg VA Italia Francia – ALCOTRA 2014-2020.
L’iniziativa, organizzata dall’Amministrazione regionale, vede la collaborazione degli Ordini regionali degli Agronomi e Forestali, degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, dei Geologi, dei Geometri, degli Ingegneri e dei Periti industriali. Ad accompagnare i visitatori e ad illustrare la storia dei terremoti, delle strumentazioni e delle attività di prevenzione saranno i volontari della LARES Italia - Unione nazionale laureati esperti in protezione civile, accanto ai volontari valdostani che prestano la loro attività a supporto del Sistema di Protezione civile locale.


Storia
La mostra itinerante Terremoti d’Italia prese avvio nel 2007 per ricordare l’anniversario di alcuni eventi particolarmente significativi della storia sismica italiana: il decennale del terremoto che colpì l’Umbria e le Marche il 26 settembre 1997, il quarantennale del terremoto del Belice del 15 gennaio 1968 e il centenario del terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908.
Promossa dal Dipartimento della Protezione Civile, originariamente con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la mostra è stata nel tempo rivisitata nei contenuti e nella veste grafica per adattarsi ai diversi contesti territoriali e ad un pubblico sempre più eterogeneo per fasce d’età e livelli d’istruzione.



Sismicità dell’Italia
Solo nel secolo scorso, in Italia, sono stati ben 60 i terremoti che hanno provocato danni gravi. Venti di questi hanno avuto effetti distruttivi tali da causare la morte di 120 mila persone, oltre che la devastazione di interi centri urbani e la paralisi delle attività produttive nelle aree colpite. Oggi sappiamo che quasi la metà del nostro Paese è soggetta a elevata pericolosità sismica e che in questa vasta porzione di territorio vive il 40 per cento della popolazione.
Ma dal secolo scorso a oggi abbiamo anche imparato che dai terremoti possiamo difenderci, attraverso la conoscenza del fenomeno fisico, la memoria storica dei terremoti del passato, la consapevolezza dei comportamenti da adottare per ridurre il rischio. E se ancora non siamo in grado di prevedere quando, dove e con quale intensità accadrà il prossimo terremoto, sappiamo con certezza che la gravità dei suoi effetti dipende dall’uomo.

Il percorso di visita


Il percorso di visita, guidato dai Volontari di protezione civile, si articola in due momenti, il primo di approfondimento sul rischio sismico suddiviso in tre aree: fenomeno, territorio e riduzione del rischio. Si parte dall’origine dei terremoti, per passare poi alla storia e alla pericolosità sismica del nostro Paese, per affrontare i temi della vulnerabilità delle città e delle costruzioni, degli accorgimenti per rendere più sicura la propria abitazione, dei comportamenti da adottare prima, durante e dopo situazioni di rischio, arrivando poi all’interno della Stanza sismica i visitatori possono vivere in sicurezza l’esperienza del terremoto, osservandone da vicino gli effetti.



Il secondo più strettamente regionale, parte da una panoramica dei rischi presenti sul nostro territorio, per seguire con una presentazione del Sistema regionale di Protezione civile e di parte delle sue componenti operative (Volontariato, Vigili del Fuoco, Corpo forestale, Soccorso Alpino) per arrivare alle buone pratiche di Protezione civile per la riduzione dei rischi e a chiudere sul come si fa una chiamata di soccorso al N.U.E. 112.
La mostra affronta le diverse tematiche con un linguaggio semplice e una vasta tipologia di contenuti espositivi: documenti, fotografie, video, strumenti di misura di epoche diverse.

Struttura del percorso
Parte 1.
1. Il terremoto: cos’è e come si misura
Il percorso espositivo muove dalle origini del fenomeno fisico per indagarne le diverse modalità di osservazione e misura. Il cuore della sezione è dedicato all’evoluzione storica degli strumenti di misura del terremoto, dal sismoscopio cinese di Zhang Heng del 132 d. C. ai sismografi elettro-meccanici degli inizi del XX secolo, presenti in esposizione. Sono illustrate caratteristiche e funzioni delle attuali reti di monitoraggio del territorio italiano. Di una di queste in particolare – la Ran, Rete accelerometrica nazionale – è possibile sperimentare il funzionamento in diretta. Uno schermo visualizza il segnale inviato da un sensore, attivato calpestando una pedana a terra. I visitatori possono quindi osservare in tempo reale la registrazione del “terremoto” da loro stessi generato. Inoltre, nella tappa di Aosta, per la prima volta sarà possibile osservare le registrazioni in tempo reale geolocalizzate su tutto il territorio nazionale grazie all’interfaccia web ad accesso riservato “RAN Live”.

2. I maggiori terremoti italiani dal secolo scorso a oggi
I visitatori ripercorrono i più importanti terremoti italiani dal secolo scorso a oggi attraverso testi brevi, fotografie, prime pagine di quotidiani e sismogrammi. Completano il racconto contributi audiovisivi di repertorio dell’Istituto Luce e delle Teche Rai.

3. La protezione civile e il rischio sismico
Sono approfonditi compiti e funzioni del Servizio Nazionale della Protezione Civile, del Dipartimento della Protezione Civile e del Meccanismo Europeo, in particolare, le attività svolte dal sistema di protezione civile in relazione al rischio sismico, in ordinario e in emergenza.


4. La prevenzione del rischio sismico
Una sezione dedicata alle moderne tecnologie di difesa dagli effetti del terremoto: i dispositivi antisismici. Sono illustrate caratteristiche e modalità di funzionamento dei dispositivi esposti. Il percorso si completa con informazioni sulla classificazione sismica del territorio nazionale e sui principi della normativa antisismica italiana. Un focus particolare è dedicato alle tecniche per le costruzioni antisismiche.

5. I simulatori sismici
La Stanza sismica e la Città sismica permettono ai visitatori di capire cos’è un terremoto attraverso la percezione dei suoi effetti sulle persone, le cose e le strutture. La Stanza sismica riproduce un ambiente domestico e consente di vivere in prima persona l’esperienza del terremoto. La Città sismica riproduce un ambiente urbano e consente di osservare dall’esterno gli effetti del terremoto su strutture comuni e dotate di sistemi di protezione sismica.



Parte 2.
6. I rischi naturali presenti sul territorio regionale
Presentazione attraverso proiezioni video e foto dei principali rischi ed eventi verificatisi in Valle d’Aosta.

7. Il Sistema regionale di Protezione civile e le sue componenti
Presentazione delle principali componenti operative del Sistema, delle loro attività nell’ambito dei diversi scenari di evento locali e nazionale.

8. Conosciamo le buone pratiche di protezione civile e le misure di autoprotezione
Partendo dalla campagna nazione Io Non Rischio saranno fornite ai ragazzi e ai visitatori misure di autoprotezione per difendersi dai principali rischi naturali attraverso anche la distribuzione di materiale informativo, schede e pieghevoli.

9. Come si fa una chiamata di soccorso
Attraverso simulazioni e indicazioni semplici ed essenziali il visitatore imparerà a fare una chiamata di soccorso al N.U.E. 112.


Percorsi guidati per le scuole e laboratori didattici
Terremoti d’Italia prevede per le scuole un percorso informativo e di conoscenza interattivo dei principali rischi presenti sul territorio regionale, condotto da professionisti del Sistema regionale di Protezione civile, quali il Centro funzionale regionale, il Corpo forestale della Valle d’Aosta, il Soccorso Alpino Valdostano e da Volontari di Protezione civile esperti e formati e si basa anche attraverso l’attivazione di laboratori specifici sull’interazione con strumenti-gioco: i ragazzi sono chiamati a sperimentare in prima persona le sensazioni legate all’esperienza di un terremoto o di una alluvione o di un incendio, nonché a indagare con esperimenti scientifici le loro conoscenze sull’argomento.
Il fulcro dell’esposizione è rappresentato dall’area dedicata all’esperienza del terremoto dove, grazie alla simulazione del movimento sismico, il visitatore apprende gli effetti sulle persone e sulle cose attraverso percezioni sensoriali.
La città sismica e la stanza sismica rappresentano elementi spettacolari e di sintesi dei diversi aspetti tecnico-scientifici, a partire dalle quali si intraprende un percorso dedicato alla memoria e alla conoscenza del terremoto.
I laboratori didattici specifici permettono la conoscenza e l’approfondimento degli altri rischi naturali e la difesa dai loro effetti.
L’obiettivo della Mostra è quello di portare i visitatori a una conoscenza consapevole dei rischi naturali e che attraverso l’adozione e la condivisione in famiglia, a scuola, con amici e colleghi di semplici buone pratiche di Protezione civile è possibile prevenirne e ridurne gli effetti.

Il progetto RISVAL – Programma Interreg VA Italia Francia – ALCOTRA 2014-2020
Il territorio alpino, caratterizzato da una pericolosità sismica moderata, è interessato da eventi sismici frequenti per lo più di debole intensità. Prepararsi a gestire un evento con conseguenze severe per la popolazione, l’economia e l’ambiente delle vallate Alpine è compito prioritario degli attori che concorrono alla gestione del rischio sismico. Il progetto RISVAL prevede di aumentare la conoscenza del rischio, di monitorare e di stimare rapidamente l’intensità degli eventi, di sviluppare strumenti per valutare la vulnerabilità degli edifici.

L’obiettivo principale è quello di coinvolgere le autorità regionali e locali, con il contributo anche di strutture specialistiche nazionali, nell’applicare strumenti condivisi di gestione del rischio. Parallelamente verrà realizzato l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sulla tematica del rischio sismico, con un occhio di riguardo al coinvolgimento delle scuole.

Il gruppo che lavora all’interno del progetto è composto da enti di ricerca e strutture pubbliche regionali e dipartimentali che si occupano del rischio sismico dell’area transfrontaliera, sia della parte di monitoraggio dell’attività sismica sia della parte legata alla vulnerabilità degli edifici. Si tratta di personale e tecnici esperti che vantano una grande esperienza nella cooperazione transfrontaliera in quanto già partner di progetti quali CASSAT e RISE (Alcotra 2007-2013), dove sono state gettate le basi per creare una rete di tecnici e funzionari per la gestione del rischio sismico nell’area di cooperazione.

Il progetto contribuirà a migliorare le attuali misure di prevenzione e gli elementi di pianificazione della gestione della crisi, contribuendo all’accrescimento della resilienza del territorio.
Per accrescere la cultura del rischio sismico non solamente fra le autorità e il personale tecnico specializzato, ma anche nell’ambito del grande pubblico - professionisti, mondo scolastico - saranno organizzate mostre ed esposizioni, quale ad esempio Terremoti d’Italia, nonché percorsi educativi in collaborazione con le scuole dell’area transfrontaliera. Verranno, inoltre, coinvolti tecnici e professionisti dell’area transfrontaliera attraverso percorsi formativi dedicati a ingegneri, geologi e strutturisti.
Infine, verranno testati metodologie e strumenti innovativi su aree pilota, mediante il monitoraggio di opere strategiche e l’elaborazione di accorgimenti tecnici per il rinforzo degli edifici che prevedano il trasferimento del know-how verso i responsabili della gestione del territorio delle competenze dai laboratori accademici e degli sviluppi scaturiti dalle PMI che lavorano nel campo della strumentazione per l’ingegneria civile. Nel progetto RISVAL, di cui la Struttura attività geologiche della Regione autonoma Valle d’Aosta è capofila, partecipano il Settore sismico della Regione Piemonte, l’Arpa Piemonte, il CNRS (Centre national de la recherche scientifique)Côte d’Azur, l’Université Joseph Fourier – ISTERRE di Grenoble, il BRGM (Bureau de Recherches Géologiques et Minières) di Marseille, il CEREMA (Centre d'études et d'expertise sur les risques, l'environnement, la mobilité et l'aménagement) di Aix –en-Provence e l’ENTENTE Valabre di Gardanne.
0833
rn
Fonte: Presidenza della Regione – Ufficio stampa Regione autonoma Valle d’Aosta



Indietro